Ok, l’ho sempre ammesso, anche alla mia veneranda età adoro ancora guardare i film Disney. Non me ne vergogno, credo che sia uno di quei “riti” che ci portano a ricongiungerci con la nostra parte infantile, che sempre più spesso è utile rispolverare.

Devo dire però che la mia famiglia non ha mai avuto, tra le sue mille tradizioni, quella di passare il pomeriggio di Natale al cinema a guardare un lungometraggio Disney, o uno dei mille cinepanettoni che negli anni ci sono stati propinati. In genere io mal sopporto, sin da piccola, il vedere un film al cinema se sono presenti troppi bambini urlanti e frignanti, o i popcorn e patatine che sistematicamente vengono sparsi su tutta la moquette in sala, o il rischio che un bambino nel bel mezzo dei suoi capricci ti versi addosso maldestramente la sua bibita ghiacciata, o i genitori incuranti della maleducazione del proprio pargolo che magari ti da fastidio ma eviti di protestare pubblicamente.

Per carità sono stata anch’io bambina e, chissà, un giorno potrei avere figli miei, ma io ricordo com’ero quando i miei mi portavano al cinema. Boh, sarà che oramai appartengo ad un’altra generazione, ma io restavo perfettamente seduta (magari in maniera che solo io potessi trovar comodo), rapita dalle immagini che scorrevano sul mega schermo, intenta a sgranocchiare le patatine senza far troppo casino in giro. Anzi, già da allora mi dava fastidio se un altro bambino disturbava la visione. Per me il cinema è sempre stata un po’ una specie di magia, anche a casa… si, capita di far qualche commento su ciò che si vede sullo schermo, ma sto sempre ben attenta ad essere percepita solo con chi mi accompagna, senza disturbare gli altri.

Così per questi motivi, ma anche perché noi il giorno di Natale lo abbiamo sempre passato a mangiare e giocare tutti insieme, non mi è mai capitato di poter vedere un film Disney in quelle ricorrenze. In genere aspettavamo sempre quando la stragrande maggioranza avesse già affollato le sale, oppure sceglievamo l’ultima proiezione del giorno, se decidevamo di vedere qualcosa durante le feste. L’unico film che ho visto in pieno pomeriggio, con sala enorme e stragremita di famiglie, con un posto più laterale di Pavel Nedved ai tempi della Juventus, è stato Inside Out.

Così quando il mio amico Sebastian mi chiamava per chiedermi se poteva passar da me ieri nel pomeriggio per vedere Soul, mi è sembrato naturale rispondergli di si e di portar con sé anche sua sorella maggiore, così dopo il film avremmo mangiato qualcosa tutti insieme. In fondo il DPCM prevede un solo spostamento al giorno e la possibilità di avere al massimo due ospiti in casa, ergo eravamo nel pieno lecito di far ciò. Dovevate vederci, tutti e tre comodamente spaparanzati sul divano, con mega tazza di cioccolata calda e una confezione di Danish Butter Cookies. Sembravamo tre nonnetti (rido al pensiero, ndr).

Ora, se fate parte di quella schiera di persone che ancora non ha visto Soul e non gradisce eventuali spoiler, siete ancora in tempo a chiudere questo post, non vorrei mai rovinarvi la futura visione… ok, attendiamo un secondo che la gente esca dalla “sala”… un attimo ancora… ancora un pochino (se chi invece ha intenzione di rimanere per continuare a leggere, approfittate di questa pausa per andare in bagno, o per prendere qualcosa da bere)… ancora qualche secondo… ok, ora possiamo continuare. Chi di voi è rimasto a leggere presumo abbia già visto la pellicola, o comunque fa parte di quella schiera a cui non importa nulla se riceve degli spoiler.

Che poi diciamoci la verità, la fobia degli spoiler è diventata così oppressiva da qualche anno, prima si viveva benissimo se a qualche nostro amico o parente scappava uno spoiler. Certo lo stesso concetto non si applicava per eventi sportivi e libri gialli, ma per il resto non si vedevano gente che si aggrediva verbalmente per uno spoiler sui social, come accade di questi tempi. Ma vabbè, lasciamo perdere… ahahah.

Dicevamo, che ci accomodiamo per guardare insieme Soul, avendo io l’abbonamento a Disney+. L’ho già detto che ho trovato una figata il fatto che fosse compresa la visione gratuita nell’abbonamento annuale? Sinceramente l’esperimento fatto con Mulan di metterlo a noleggio per tre mesi, ad un prezzo spropositato tra l’altro, l’ho trovata una mossa scorretta da parte della Disney. Non fraintendetemi, trovo non corretto neanche Amazon che, già da moltissimo tempo, ha reso gran parte delle proposte di Prime Video a noleggio o ad acquisto permanente. Se pago già un abbonamento per usufruire di tutto il catalogo, non sta né in cielo, né in terra che io debba pagare ulteriormente se voglio vedere determinate pellicole. Diverso sarebbe stato il discorso per Black Widow invece. Se la Marvel avesse deciso per mandarlo in streaming su Disney+, invece di far slittare la data di uscita per attendere la fine dell’emergenza covid-19, allora in quel caso sarei stata fin troppo d’accordo nel doverne pagare il noleggio per un tempo limite, prima di renderlo fruibile a tutti.

Sia chiaro, io Mulan non l’ho ancora visto, il fatto che già quando è stato proiettato in sala non è piaciuto a nessuno, ma proprio a nessuno, non mi rende propensa a guardarlo. Del resto tutti i classici Disney realizzati in live action mi hanno deluso, quindi ho smesso di visionarli da dopo La Bella e la Bestia. Se un classico Disney lo conosciamo per decenni in una determinata maniera, non va assolutamente stravolto e cambiato di una virgola. Non accetto le giustificazioni Disney di voler rendere il tutto politicamente corretto, non mi sembra che nel 2020 ci siano state lamentele sui testi delle canzoni Disney, o di determinate battute… quindi politicamente corretto per chi?

Comunque, avevo già letto alcuni articoli/recensioni e già mi aspettavo che non mi sarebbe piaciuto, ma che sarebbe stato un Inside Out che non ce l’ha fatta. Non fraintendetemi, io adoro Inside Out, ma non lo trovo un prodotto da proporre a Natale. Dalla Disney, durante le festività, mi aspetto che mi faccia sognare, non riflettere. Inside Out è bellissimo, l’ho guardato un milione di volte, eppure tranne la prima volta, mai durante il periodo natalizio. Perché malgrado insegni molto e decisamente è poco adatto ai più piccoli, non è certamente uno di quei film che guarderesti volentieri mentre sei comodamente seduto con accanto l’albero di Natale.

Quindi poco mi aspettavo da Soul perché devo ammettere che tutto quello che ho letto in merito a questo film, in parte è vero. Non è certamente un film per bambini, nel modo più assoluto, né tantomeno un film adatto al quello che ci si aspetta per Natale. Devo essere sincera fino in fondo, la pellicola non la boccio in toto, questo no, a suo modo è a tratti piacevole. Eppure man mano che i minuti avanzano e le aspettative crescono, ecco che affiorano mille domande, mille quesiti che non troveranno risposte. Si perché il film stenta a decollare, ha mille nuovi inizi di trama, ma non ti sentirai mai nel mood di quello che racconta. Non ti rapisce, non ti coinvolge come può aver fatto una Sirenetta, o un Toy Story. Certo, per noi adulti è molto facile che ci siano momenti di riflessione, ma i bambini che guardano questi pupazzetti blu cosa vuoi che capiscano sul vero senso della vita?

Il trailer ci faceva credere fosse un film sulla musica e sul jazz in particolare, ma così non è assolutamente. Joe Gardner vuole farci credere che il suo amore per la musica sia la sua “scintilla”, quel quid che gli fa credere di essere nato per suonare, ma così non è. Ti ritrovi davanti ad un personaggio ossessionato dalla “bolla” in cui si rinchiude ogni volta che suona e per lui tutto il resto non ha senso di essere vissuto. Così quando si ritrova a far da mentore a 22, ci ritroviamo davanti a qualcuno che vuole imporre il suo punto di vista ed i suoi personali sogni, anche a chi aspira a qualcosa di meglio nella vita… al suo vero senso.

A tratti ricorda quei genitori che impongono le proprie scelte di vita ai figli, come a voler vivere i propri sogni irrealizzati tramite le vite della propria progenie. Ed è lì che ti trovi a riflette su quello che vorresti davvero dalla tua vita, se il sogno che stai caparbiamente inseguendo da una vita possa davvero renderti felice. In alcuni momenti ti senti proprio come la piccola 22, quando nulla le fa scattare la “scintilla” perché in fondo questo mondo cosa ha da offrire di veramente strabiliante? Ed allora ecco che la risposta è tutta intorno a noi, perché la felicità non è certo nel lavoro dei nostri sogni, o nel cellulare alla moda, quelli sono momenti felici che durano un lampo. È quello stato di contentezza perenne che dovremmo rincorre, non certo le nostre ossessioni.

Ed è per questo, probabilmente che non boccio Soul, anche se non sono pienamente soddisfatta su quanto ho potuto guardare. Perché in fondo ben venga se un film ci da modo di riflette, di creare un dialogo in famiglia o tra amici, come è successo a noi tre a visione ultimata, se ci aiuta a diventare persone migliori seppur per un solo istante. Purtroppo però siamo a Natale… ed a Natale vogliamo le fiabe, vogliamo sognare, vogliamo sorridere e tornare bambini, anche solo per un’ora e mezza di film. Forse per questo è stato distribuito gratis per chi aveva già un abbonamento a Disney+, perché in fondo alla Pixar lo sapevano che non sarebbe stato un trionfo come negli anni precedenti.