Ok, devo riconoscerlo… credo di aver un “tantino” esagerato… ma giusto un pizzichino eh, ahahah. Credo di non aver mai cucinato una montagna di roba per la vigilia di Natale, neanche quando lo passavo in famiglia. Devo ammettere che è avanzato praticamente tutto, tranne il polpo fritto e le pettole. Il mio stomaco, già provato dai normali sbalzi di temperature tipici di questo periodo, non hanno retto alla frittura.

Tant’è che ieri ho vissuto il mio primo Natale da convalescente. All’ultimo minuto mi son trovata a dover fare un cambio di menu’, anticipando a ieri i classici tortellini in brodo. Si, perché nella mia famiglia c’è la tradizione che, dopo due giorni di esagerazioni culinarie, di Santo Stefano prepariamo sempre i tortellini in brodo per restar leggeri.

Che poi mi son sempre domandata, ma cosa ci sarà di leggero nei tortellini in brodo? Nella mia famiglia lo si prepara con carni miste (credo che la ricetta sia stata presa da una signora che prendeva sempre in affitto un appartamento nei pressi di casa di mia nonna e poi rielaborata secondo le abitudini della mia famiglia), quindi anche se lo si sgrassa, a mio parere resta sempre un piatto pesantuccio ma buonissimo.

In inverno poi adoro i brodi, zuppe varie e minestre, non so come dire, mi sono di conforto nelle serate solitarie invernali. Ovviamente, anche se non stavo benissimo, ho voluto dilettarmi nella preparazione dei tortellini fatti in casa. Io non so proprio come è possibile, ma non riesco proprio a farli venir fuori belli esteticamente. Un po’ come le orecchiette, che mi vengono fuori romboidali, anziché tonde. Che nervoso che mi viene, per questa cosa.

E così ieri ho passato la giornata a poltrire a letto, con il mio buonissimo brodo rovente e un buon libro a farmi compagnia. Ho iniziato e finito già nel tardo pomeriggio la lettura di Scorpio, facente parte della Black Dinasty scritta dalla talentuosa Marilena Barbagallo.

In serata poi mi son rivista due classici dei miei Natali passati: La verità è che non gli piaci abbastanza e L’amore non va in vacanza. Come dite? Quante volte li avrò visti nella mia vita? Tante, talmente troppe da recitarli per intero insieme a tutto il cast. Lo so, sono la maledizione di chi vorrebbe vederseli in santa pace. Ha, la vigilia di Natale poi ho guardato Klaus su Netflix. Carino, ma a mio parere non qualcosa che farebbe subito pensare all’Oscar. In fondo si, è una versione alternativa della vita di Babbo Natale, , piacevole da guardare, ma ho visto lungometraggi d’animazione decisamente migliori in passato. O forse dipendeva tutto dal fatto che già il mio malessere iniziava a manifestarsi.

Così oggi, anche se non sto decisamente meglio rispetto a ieri, ho deciso di fregarmene delle conseguenze e di preparare quello che sarebbe dovuto essere il mio pranzo di Natale. Sono in piedi dall’alba, per preparare il ragù come lo fa la mia brava nonnina, quello fatto “pipiare” per molte ore, col quale condirò la classica pasta al forno brindisina, quelle con una montagna di piccole polpettine al sugo, vari tipi di formaggi, uova sode, affettati (quella che nella mia famiglia chiamiamo la svuotafrigo…. infatti non seguiamo alla lettera la classica ricetta, ma ci mettiamo dentro tutto quello che troviamo disponibile nella dispensa.

Oggi non mi son proprio ricordata di fotografare nulla, quindi vi dovrete accontentare di vecchie foto degli stessi piatti, nel mio repertorio, ed alcune scaricate da internet, visto che non le avevo nel mio mini archivio.

E voi? Quali sono i menu tipici delle vostre famiglie? Cosa non può mai mancare nelle vostre tavole natalizie? Siete più famiglie da pranzi o da cenoni? Avete avuto i due ospiti come prevedeva il DPCM, o lo avete passato da soli? Raccontatemi un po’ delle vostre tradizioni, son curiosa. Anche se, data la mia prolungata assenza ed incostanza… c’è ancora qualcuno che legge questo mio blog? Dimenticavo, Babbo Natale vi ha portato qualche regalino? A me tre libri, quest’anno abbiamo deciso di non scambiarceli in famiglia, in fondo non è stato un Natale come tutti gli altri. Abbiamo deciso che ce li faremo quando potremo stare tutti insieme nella stessa stanza, senza mascherina o distanziamento… quando potremo tornare ad abbracciarci per il regalo ricevuto.