In questi ultimi giorni, nel tempo libero, ho rivisto alcuni episodi di Vita da Strega. Probabilmente in questo periodo ho bisogno di coccolarmi e di ritrovare momenti della mia infanzia, chi lo sa. Devo dire che rivedere serie tv, a distanza di venti o trent’anni, non è sempre una buona idea. Il rischio è quello di vedere con occhi nuovi personaggi e trame che mantenevano un posto speciale nel nostro cuore. A me personalmente è successo sia rivedendo College, che Professione Vacanze, trovando la sceneggiatura scialba, infantile e incoerente in alcuni punti. Purtroppo non fa eccezione neanche la vita della nostra Samantha Stephens.

Il personaggio che più urta i miei nervi, in questo rewatch, è proprio… Darrin. Ok, siamo negli anni ’60, la donna era vista ancora come il focolare della casa, il cui unico compito era quello di pulire, cucinare e far felice il proprio marito, ma qui si esagera. Darrin è un maschilista manipolatore. Ha paura della magia, credo sia la sua più grande fobia e teme di esser scoperto per aver sposato una strega, per questo impedisce a Samantha di essere quello che è la sua natura. Un po’ come quei padri che tarpano le ali ai propri figli, riversando ed imponendo su di loro le proprie aspettative di vita.

Guai a voler risolvere un problema con la magia. Anzi il caro maritino non perde occasione a dare della bugiarda se la povera Sam giura di non aver usato qualche trucchetto magico. invidioso se la propria moglie riesce a salvargli le chiappe a lavoro, senza l’utilizzo della magia e pronto a litigare con la propria suocera per assecondare un proprio capriccio. Per fortuna Samantha spesso, seppur di nascosto, disobbedisce ai dictat del marito e le gag con la vicina Gladys sono esilaranti.

Gli sceneggiatori si sono giustificati per queste critiche (pare che durante la serie ce ne fossero a iosa), facendo notare che è Samantha a voler rinunciare ai propri poteri ed ad avere una vita normale. Allora, per prima cosa, chi stabilisce cos’è normale? Secondo, Samantha non decide di sua spontanea volontà di rinunciare ai poteri, o non farebbe magie di nascosto, ma asseconda il volere del marito, pur di non perderlo. A lei si può solo imputare l’averlo sposato con l’inganno, non dicendogli di essere una strega ben prima di andare all’altare. E poi, com’è che Darrin, che ha così terrore dei poteri magici, non pensi mai che l’amore che prova per sua moglie, sia frutto di stregoneria? Il dubbio sarebbe lecito no? Eppure l’ipocrita tace.

In questi giorni, poi, mi ritrovo a fantasticare su come sarebbe la vita, se alcune persone fossero davvero dotati di poteri magici. Soprattutto rifletto sul fatto che, qualora ne fossi provvista io, asseconderei un marito del genere? Credo di no. Userei tali poteri nella vita di tutti i giorni? Ecco, qui mi sono arenata.

Indubbiamente li userei per questioni domestiche, risparmierei sulla donna di pulizie senza faticare. Non sempre, o forse mai approfitterei della magia per quanto riguarda il cucinare, in fondo mi piace e non farei altro, tranne i dolci per cui sono negata. Forse per la spesa si, ne fare uso, ma mi sentirei una ladra a far riempire la mia dispensa di alimenti, senza andarli a comprare, in fin dei conti da qualche parte dovranno pur sparire i pomodori che compaiono sul mio piatto, no?

Per il lavoro, decisamente non li userei, non certo per paura di esser scoperta. Come potrei sentirmi soddisfatta a fine giornata, sapendo di non essermi guadagnata il mio stipendio, per non parlare che di certo mi annoierei per tutto il giorno senza fare nulla. Userei però il teletrasporto, questo si. Evitare il traffico, o i lunghi spostamenti per raggiungere il posto scelto per le vacanze gioverebbe al mio livello di stress già abbastanza alto. poi magari, nei momenti di nostalgia, potrei sempre teletrasportarmi per un pranzo a casa dei miei, no? Di certo non li userei sulle persone, ottenere dagli altri sempre ciò che si desidera, la renderebbe una vita vuota. 

Infine l’ultimo interrogativo e su chi debba sapere di eventuali miei poteri. beh, indubbiamente la mia famiglia, come potrei presentarmi a casa in un lampo senza far prendere loro degli infarti o senza destare sospetti? Il mio partner? Non lo so, sinceramente. Un marito come Darrin non lo vorrei, ma potrei incappare anche in un uomo che voglia solo approfittare dei miei poteri, per ottenere tutto ciò che desidera e poi mi sentirei come il genio della lampada. no, penso che ad un eventuale mio uomo lo terrei nascosto, non credo sia questione di mancanza di fiducia, ma solo che l’occasione fa l’uomo ladro.

E voi? Come vedreste un mondo simile a quello di Samantha Stephens? E come sarebbe la vostra vita se aveste i suoi stessi poteri? Condividete, o comprendete, il comportamento di Darrin?

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