Ieri sera avevo voglia di uscire, ma ovviamente nessuno dei miei conoscenti era disponibile, non potevo contattare neanche Gabriele, impegnato ad un convegno a Chicago. Così mi sono fatta forza e ho deciso di andare a fare una passeggiata a Ponte Milvio. In fondo è a due passi da casa, lo scelta anche per questo, ma praticamente ho la vita sociale di un bambino di 3 mesi, anzi forse lui ne ha più di me.

Lo so, uscire da soli è da sfigati, sono io la prima ad ammetterlo, ma avevo proprio bisogno di sgranchirmi le gambe, ora che anche la fisioterapia è finita e son tornata alla vita reale. Prima tappa della mia passeggiata, neanche a dirlo, Pompi ed il suo tiramisù al pistacchio. Vi ho mai detto della mia fissa per il pistacchio? No? Beh, dove c’è del pistacchio, state pur sicuri che io lo acquisterò.

Mentre ero seduta al muretto di fronte la pasticceria a gustarmi il delizioso dessert, ecco che mi sento chiamare. Beh, com’è che si dice? Il mondo è piccolo? Ecco per me, credo, che sia troppo minuscolo per miei gusti. Per mia sfortuna un mio fantasma del passato aveva avuto la mia stessa idea. Valentino è stato il mio fidanzato, tra tira e molla per 4 anni. È stato uno di quegli amori malati che capitano a noi donne almeno una volta nella vita. 

Avete presente quando ripensate ai vostri ex, molti anni dopo, e vi chiedete per quale motivo vi siate accanite così con voi stesse, incaponendosi in una storia assurda? Ecco, Valentino è stato il mio “ma perché?!?”. Lui era lì per caso, o meglio, stava tornando da una partita a calcetto e, dato che oggi avrebbe avuto i suoi genitori a pranzo, aveva deciso di venire a comprare il dolce proprio lì. No dico, non è mica l’unico locale dove poter andare a Roma, no? 

Ma il peggio non è stato solo l’incontro, certo che no, mica potevo farmi mancare anche una bella chiacchierata con questo stronzo. Certo che no, la situazione non era già abbastanza irreale. Mi si è accollato, credendosi in diritto di piazzarsi affianco a me per chiedermi delle novità. Cosa gli avrei dovuto dire? Ovviamente ho glissato con un classico “nessuna novità”, ma nella realtà avrei voluto urlargli: “Brutto stronzo bastardo che non sei altro… ma cosa, del mio sguardo fulminante, ti ha fatto credere che io voglia stare qui a parlare con te? Spero che ti ci strozzi, domani, col profitterol che hai prenotato per i tuoi”

Invece no, son stata educata, o almeno spero, ho persino accettato di bere un cocktail in un vicino locale. Ovviamente non abbiamo fatto altro che discutere. Ragazze/i non sono proprio riuscita a trattenermi. Quando mi ha detto di esser single ho arricciato il labbro e lui sa che è il mio modo di esser sarcastica, senza pronunciarmi vocalmente. Abbiamo così affrontato l’assurdo modo, a mio parere, di concepire una storia d’amore seria.

Per lui era normale mentirmi nel weekend, dicendomi di essere troppo stanco per uscire. Ovviamente presto o tardi venivo a scoprire che in realtà aveva organizzato una serata alcolica con un amico venuto a Roma per due giorni, o una serata al cinema con i suoi amici (che poi lui l’horror lo odia a morte, salta come una cavalletta spaventato e quando glielo si fa notare, ecco che usava la scusa dell’audio troppo alto a dargli fastidio), o partite di calcetto interminabili, ecc.

Secondo la sua posizione, era normale dover mentire, perché io non gli avrei permesso di fare tutto questo, se lo avessi saputo. In parte è vero… o meglio… se il tale amico scende a Roma per due giorni, a me non può far piacere che ti faccia un’uscita solo con lui. Anche perché conosco esattamente le serate di questo tizio, iniziano sempre in un qualunque bar e finiscono a mezzogiorno, quando si sveglia in casa di perfetti sconosciuti. Avrei mai potuto tollerare che il mio uomo uscisse con  un tipo così? Se ve lo state domandando, la risposta è no. Non mi fidavo del mio ex e facevo bene. Visto che le sue menzogne servivano per coprire anche uscite a due con sue amiche e malgrado abbia giurato e stragiurato che non sia successo nulla, per me invece il tradimento fisico c’è stato e nessuno me lo toglierà dalla mente. Per non parlare del tradimento morale, menti a me per uscire con un’altra che sai mi sta sulle palle perché si intromette troppo tra di noi. La storia del: “Mi chiese se volevo salire da lei, quando la riaccompagnai a casa, ma io rifiutai”, di certo non me la posso bere. Per me te la sei scopata e non solo quella sera.

E le sue menzogne riguardavano anche le partite di calcetto. Da premettere che a me il calcio piace e in diverse occasioni, nei primi due anni della nostra storia, io ero lì insieme alle fidanzate dei ragazzi, a chiacchierare e tifare. Quindi era del tutto incomprensibile come, ad un certo punto della storia, avesse smesso di informarmi di tali eventi. Quando poi sui social, comparivano topic di chi aveva giocato, per proseguire lo sfottò iniziato giorni prima durante il “big match”, ecco che io davo di matto. 

Insomma, ieri ad un certo punto, gli ho fatto presente che probabilmente è questo il motivo per cui è solo come un cane. Cioè, son convinta che le classiche botte e via non gli mancano, ma da quel che mi dice (sempre che sia vero) è single da quando la nostra storia è finita. Cioè, lui non si è mostrato minimamente pentito per questo suo comportamento di allora. Anzi, ha rincarato la dose, dicendo che era giusto far così, perché io ero assurda, pretendevo di dover essere sempre insieme, di trattarlo come un autista, più che come un fidanzato, e che si sentiva uno schiavo.

Per lui una coppia deve avere due vite distinte, anche se fossero conviventi o sposati. Ognuno ha la propria giornata, i propri interessi privati, poi talvolta si può uscire insieme. Se poi convivi, quando la sera si rientra a casa, la donna non deve ammorbare volendo chiacchierare su cosa ha fatto durante la giornata o chiedendo al compagno di raccontargli la sua. Perché lui quando torna a casa è stanco, il suo unico desiderio è cenare, prendere una birra ghiacciata ed attaccarsi alla playstation, finché non arriva il momento di andare a dormire. Il sesso solo la domenica mattina, svegliandola perché lui ha voglia.

Insomma ad un certo punto sono sbottata facendogli una semplice domanda. “Ma tu, cosa sei disposto a dare ad una donna? Con tutte queste tue pretese, senza mai concedere nulla, non mi stupisco che tu sia solo come un cane. Solo io potevo esser la cogliona che ti restava accanto, nella speranza che tu maturassi. Cosa hai da offrire in una coppia? Per quale motivo una donna dovrebbe scegliere te, se poi chiunque altro si impegnerebbe di più in una storia?”

Lui, ovviamente, come il bambino qual è sempre stato, accusava me di dire solo stronzate. Che quel discorso era solo una perdita di tempo, che non si stilano classifiche tra uomini, che il fidanzato non è uno schiavo che deve servire e riverire la donna. Cioè, per lui dire che una donna sceglierebbe chiunque altro, sarebbe stilare una classifica. Che una donna esce con un uomo perché gli piace. Vi giuro, mi aspettavo che ad una certa, pur di non sentirmi, si tappasse le orecchie e facesse le boccacce. 

È stato totalmente inutile tentare di farlo ragionare. Inutile spiegargli che, è vero, all’inizio si esce con un uomo perché ci piace. Passato il primo periodo,però, se il rapporto non si evolve, se non si condivide nulla oltre al sesso e una sera fuori ogni tanto, la donna si stufa. Con lui mai una sorpresa, non ha mai organizzato una serata romantica, mai un compleanno insieme, insomma nulla di nulla. Però per lui, l’assurda ero io, che pretendevo e me ne sono andata, ferendolo.

Cioè ditemi voi… Stareste mai, in una storia seria intendo, con un uomo così? Io ho sofferto come un cane, quando gli ho chiesto di uscire dalla mia vita, lo amavo ancora e probabilmente se lo frequentassi ci ricadrei… eppure per lui la stronza assurda sono io. Per lui ero una sorta di stalker che pretendeva di esser sempre presente alle sue uscite. Mentre io non gli ho mai negato le uscite coi suoi amici (anche quelli che poco gradivo), ma chiedevo che spendesse molto tempo anche con me. Cioè, se con me non esci mai o raramente, non trovo giusto che tu esca sempre con altri. Cioè, se dici di amarmi alla follia, dovrei essere nei primi posti nelle tue priorità, perciò se a me non fai mancare nulla è normale che io non faccia storie per una serata al cinema coi tuoi amici.

Se a me dici che non ci si può vedere perché la tua auto è spirata a miglior vita, che non hai i soldi per comprarne un’altra e bocci ogni mia alternativa, poi scopri che l’auto ce l’hai comunque, perché usi quella di tua madre e con essa esci coi tuoi amici, permetti che io dia di matto? Non mi importa se in quel periodo sia accaduto solo due volte. Per me anche solo un’uscita, senza dirmi nulla, mentre a me dici che resti a casa, è tradimento e te ne vai a quel paese.

Ribadisco, sono assurda io? Sono da reputare come una stalker se mi piace condividere le passioni e la vita? Io so di uomini che pagherebbero per avere la propria fidanzata a bordocampo. Fa aumentare il proprio ego segnare davanti alla propria donna, o almeno mi è sempre stato detto così.

La serata si è conclusa con lui offeso, che si è alzato e se n’è andato senza neanche salutare e lasciando a me il conto da pagare. Perché mi innamorai di un uomo così? Perché mi sono ostinata a restar accanto a lui per così tanto tempo? Per me resterà un mistero irrisolto… o forse era solo la mia paura di restar da sola, a farmi intestardire.

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