Son passati due mesi da quando ho scritto l’ultima volta delle avventure di Sbadatamente Complicata, ne son successe di cose… anche se poi non così tante. Diciamo che è stato un periodo di forti difficoltà.

Prima di tutto vorrei ringraziare SognidiRnR per aver notato la mia prolungata assenza ed avermi contattata via mail per chiedere se per caso stessi scrivendo altrove. In un certo qual modo si, ma non nel senso di un nuovo blog.

Ricollegando questo alle difficoltà, per circa un mese mi sono chiusa quasi totalmente nella scrittura. Dovevo presentare alcuni lavori ad una casa editrice, sperando che scelgano di pubblicarli (incrociate le dita per me). Alla fine ho presentato un numero inferiore di progetti, di quelli che avevo preventivato, infatti non mi reputo pienamente soddisfatta. Uno di questi lavori mi ha paralizzata per circa un mese. La trama era ben definita da sei mesi circa, il problema è stato mettermi fattivamente a scriverla, perché narrare i patimenti della protagonista, mi procurava un dolore immane, mi ci sono immedesimata troppo evidentemente.

Altri imprevisti che ho dovuto affrontare, è sempre legato al manoscritto che stavo curando. Probabilmente proprio a causa dell’enorme sofferenza che mi ha procurato scriverlo, non avevo (e tuttora non ho) voglia di star lì a pensare a qualcosa di bello o anche solo interessante da narrare. Mi sento ancora svuotata. Dovrei, invece, rimettermi sotto, sia con questo blog che con tutti gli altri progetti e far progredire il lavoro, nell’eventualità di un miracolo. Eppure la parte creativa del mio cervello si rifiuta categoricamente di farlo. 

E così invece di cercare di far progredire la vita di Fabiola, mi sono rifugiata nelle serie tv ed in grepo. Per quanto riguarda le prime, quelle non ti tradiscono mai. Infatti, malgrado abbia molte puntate di molte serie in arretrato, mi sono dedicata anche al rispolvero di alcuni classici della mia infanzia. Ho rivisto con piacere una miniserie di Jerry Calà, intitolata Operazione Vacanze. La ricordavo a malapena, sepolta in una foschia di mille ricordi, quindi quando per caso l’ho trovata su Youtube, non potevo esimermi dal guadarlo.

Devo ammettere che nella mia mente era più bello di quello che fattivamente è. O meglio, il progetto è carino, poi è ambientato in luoghi a me molto noti e mi ricatapulta in quel mondo fatto di villaggi turistici, stagioni in luoghi sperduti ed una vita sospesa nel limbo, dove chi vi lavora, vive al di fuori del mondo per forza di cose. Quando poi la trama ha preso la piega dell’assurdo, vedi fantasmi, rapimenti, spionaggi internazionali e quant’altro, ecco che mi son ritrovata a domandarmi il perché ricordassi le sei puntate con un velo di infantile nostalgia.

Un’altra serie che ho rivisto in questo periodo, è sempre una produzione italiana. Formata da quattordici episodi ed estrapolato da una pellicola cinematografica che ne porta il medesimo nome. Sto parlando di College. La serie in cui Marco Poggi e Arianna Silvestri, eterni promessi sposi, danno vita insieme ai loro compagni di camerata e/o collegio, ad gag simpatiche , ma un po’ sempliciotte. Mi domando poi a cosa servissero, ai fini della narrazione, la presentazione della banda dei Mangosi. Poi leggendo tra i titoli di testa e scopri che tra gli sceneggiatori figura anche quel Federico Moccia, che alcuni decenni dopo partorì libri e film come Tre metri sopra il cielo o Scusa ma ti chiamo amore, e riesci a spiegarti il perché di una scrittura elementare, adatto a bambini non al di sopra dei dieci anni.

Ovviamente ho anche recuperato serie come Pretty Little LyarsBlindspot, che avevo trascurato a lungo. Ma nulla mi ha realmente catturato, neppure la nuova stagione di Emigratis. Si, ok, fa ridere ed è trashissimo, ma per me che li conosco dai loro primi passi in quella Puglia che mi ha visto nasce e crescere, non è nulla di nuovo. Insomma, Pio e Amedeo portano in scena su Italia 1 quelle stesse gag che vedevo su Telenorba, o ascoltavo nella loro quotidiana trasmissione su Radionorba

Così sono anche tornata, per un breve periodo, a giocare a Grepolis, un browser game che negli anni scorsi era ritenuto il migliore, soppiantato oramai da League of Legend di moda da più di un anno. Questo mi ha procurato ulteriori sofferenze. ma ovviamente non per il gioco in sè, ma a causa dei miei compagni d’avventura. Chi gioca a grepo, spesso si ritrova in Teamspeak a chiacchierare di strategie, chi come me vi passava poi molte ore, a lungo andare creava delle amicizie e quindi si affrontava anche in real. Io ci giocavo da quattro anni, tra alti e bassi e sono famosa in ogni server per essere una gran rompicoglioni… eheheh, posso confessare che ne vado fiera? Non mi è mai importato di esser solo simpatica ed obbediente come un gattino mansueto. Io piuttosto creo polemiche se vedo cose che non mi gustano. In più sono una dei pochi player che una cosa la dice senza diplomazia, fregandomene delle eventuali reazioni che possono avere gli altri. Questo spesso mi crea problemi anche in real, ma è un angolo che non riesco, né mai riuscirò a smussare. Quindi tornando a grepo ed a TS, facevo parte da un anno di un gruppo di persone che ogni giorno, per infinite ore, stava lì a raccontarsi, cazzeggiare, giocare, ridere ed incazzarsi. Ecco, tre giorni fa mi sono trovata ad essere lapidata pubblicamente nella mia ally, addossandomi calunnie inaudite. C’è un player che si crede Dio sceso in terra, nella realtà è uno sfigato che non riesce neanche a capire quando una donna gli serve un due di picche grosso come un Deposito di Zio Paperone. Con lui mi ci son sempre scornata, perché si crede sempre in diritto di giudicare l’aspetto fisico delle persone (per capirci lui è bello e affascinante come lo può essere Galeazzi, anche la stazza effettivamente). Alle sue spalle, talvolta anche davanti a lui medesimo, c’è una macchina dello sfottò e presa per i fondelli che neanche immaginate. Trollate nel Forum della Innogames, dove lui esprime tutte le sue rosicate per non essere coì bravo come millanta. Tutti si divertono ad istigarlo per poi vederlo schiumare, come un bambino quando non riesce a segnare un gol e decide di portar via il pallone di sua proprietà, facendo interrompere bruscamente la partita. 

Ed ecco che in Ts partono le imitazioni o le derisioni di quello che lui dice e del suo modo di parlare. I capi di tale ally, poi, forniscono di foto che il “Divino” (questo è il soprannome che gli è stato affibbiato) pubblica nel gruppo dell’ally o in vari social network. Tali foto vengono poi girati ad altri gruppi di whatsapp nati per ridere dei suoi selfie, credendo di essere sexy ed irresistibile. In uno di tale gruppo, recentemente, sono stata inserita anch’io. Dato che tutti, nessuno escluso, diffonde tali foto e dato che, essendo proprio il Divino a pubblicarle in un gruppo, per la legge lui autorizza i vari membri alla diffusione, ho passato loro un paio di suddette foto. La pietra dello scandalo è scoppiata quando in uno di questi gruppi è stato inserito proprio il Divino. Vedendo che ero presente io e che come foto profilo del gruppo, vi era una sua foto, ha dato di matto. A quel punto mi sono rivolta a quegli amici che credevo tali, che come me si comportano allo stesso modo e che sono a capo dell’ally. Risultato? Mi hanno puntato il dito contro, dicendo che sono andata a toccare il real (a condannarmi gli stessi che la sera prima avevano girato un video di quest’uomo, in cui aveva movenze da piacione nerd), che il mio intento era quello di percularlo e che nessuno deve mai permettersi di avere un tale comportamento. È stato ordinato il mio assorbimento dal game, l’espulsione dall’ally, espulsa dai gruppi dell’ally, bloccata da whatsapp e tolta l’amicizia su facebook. Ed i capi che hanno lo stesso mio comportamento, ma a mia differenza lo fanno quotidianamente da anni? Sono lì che inveiscono contro di me e mi accusano di qualunque cosa, anche di essere una spia, ecc.

Insomma, tale è stata la batosta per me, perché si trattavano di persone di cui mi fidavo e, in alcuni casi ero la loro confidente e consigliera. Insomma, probabilmente non servivo più e mi hanno gettata via alla prima occasione… e dire che ero rientrata nel game dopo mesi, dietro loro continue insistenze.

Da allora, circa quarantotto ore, devo confessare che ho smesso di bere e mangiare, svaniti completamente ogni stimolo in tal senso. Non riesco neanche sforzandomi a bere un sorso d’acqua, senza stare male. Infatti son calata di tre chili, ovviamente sono liquidi, non un effettivo dimagrimento. Lo so, è un racconto confuso, di quanto accaduto ed anche un po’ sgrammaticato, ma chi gioca a Grepolis, comprenderà appieno di cosa io abbia parlato.

E questo mi riporta al presente, con il cellulare che non squilla quasi più, silenzio e buio in casa, i gatti che sonnecchiano e non mi si filano ed io che mi lecco le ferite nell’ennesimo esilio. 

Tornando a Teamspeak, ovviamente pur potendo, non vi metterò più piede nel server di quell’ally. Devo ammettere che mi era utile per sentirmi un briciolo meno sola di quel che sono nella realtà. Ieri ho scoperto che esiste qualcosa di molto simile, ma totalmente gratuito, si chiama Discord. Presa dall’euforia, ho creato un mio server, per poi ricordarmi che non ho amici da invitare, per poter chiacchierare notte e/o giorno. Quindi son lì, che mi vedo on, senza poter parlare con nessuno ed a chiedermi il perché mi sia registrata ed abbia scaricato l’app.

Vabbé, sono abituata ad essere usata da tutti ed esser gettata via come se io non avessi dei sentimenti e contassi meno della merda. una cicatrice in più che può farmi? Uccidermi? Per una depressa come me è la normalità.

Ma ora ditemi voi, cosa avete fatto di bello, o di brutto, in questi ultimi due mesi? Ci sono novità nelle vostre vite? Serie tv che vorreste consigliare? Insomma raccontatemi tutto, son qui che vi aspetto e scusate la prolungata attesa, lo so, avrei fatto meglio a restare a curarmi del blog.

 

P.s. Comunque non posso mancare per due mesi, che mi cambiano diverse cose in wordpress… certo tutto più lineare e meno caotico, ma molto asettico. bah, mi ci abituerò.

 

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