Eccomi qua, di nuovo, alla fine di ogni anno ecco che mi si ripresenta il dilemma del “che faccio, lo apro un blog?”. Oramai è un appuntamento fisso nella mia vita.

Sorgente: Anno vecchio, blog nuovo.

Con queste parole, esattamente un anno fa, nasceva Sbadatamente complicata. venivo da un momento di forte stress nella mia vita. Avevo finalmente posto fine ad un amore in agonia. Avevo rinunciato anche al vederlo solo per il sesso (il sesso tra ex è favoloso, o almeno per me era più soddisfacente di quando avevamo una vera storia), non facevo che farmi del male.

Così due erano le strade, o riprendevo a fumare, o tentavo di aprire e curare l’ennesimo blog della mia vita. Non so se questo spazio durerà a lungo o meno. Nel senso ogni giorno compio la scelta di proseguire, pubblicando una nuova finestra sulla mia vita, non posso sapere quando e se non ne proverò più interesse .

Ho scelto il blog, infine, anche perché essendo asmatica… il fumo non mi sembrava una scelta intelligente. E poi il blog, diciamoci la verità non ha controindicazioni. Non fa ingrassare, a meno che non si è una food blogger che decide di provare e pubblicare 10.000 ricette al giorno. Non è dispendioso in termini economici, a meno che non si è una fashion blogger alle prime armi, sconosciuta e senza gli stilisti che ti prestano i capi di abbigliamento, ecc. Un blog non nuoce alla salute, forse a qualche matrimonio, se il blogger in questione è di quelli fissati che deve controllare ed aggiornare ogni 5 minuti.

Tante cose sono successe in un anno: la strana storia con Paolo, iniziata per caso una notte nel suo locale e finita con uno schiaffo per gelosia, nonostante non fossimo una vera coppia; Elena che ha rischiato la vita per quell’animale che non si può neanche definire uomo; la mia vincita straordinaria; la casa nuova; i Movie Night Sleepover che tanto mi mancano; la cavolata dell’andare a letto con Lorenzo, il giorno del mio compleanno; i ripetuti terremoti; la mia fissazione per il cibo, i film e le serie tv; il fortuito incontro con Gabriele, che diventa sempre più un caro amico; i genitori di Paolo che mi aggrediscono per strada.

Probabilmente sto dimenticando qualcosa, ma va bene così. Per me significa già tanto essere arrivata alla fine del primo anno. Se ce ne sarà un secondo completo, non posso saperlo. Questo dipenderà anche da voi. In fondo non posso negare che a volte, tipo quest’estate, quando la voglia di scrivere i fatti miei era scemata, siete stati voi a farmi restare ed a spronarmi a ricominciare con più assiduità. in realtà quelle 2-3 persone che so per certo che mi leggono. Anche perché vedo i loro mi piace e rispondo ai loro commenti. Degli altri non posso esserne certa, essendo follower fantasmi, non lasciando nessuna traccia del loro passaggio.

Non vi tedierò con una sfilza di numeri che racchiudono questo anno, quello lo farò il 31 o il primo gennaio… eheheh, speravate di riuscire a scamparla eh? Quello che farò in questo momento, oltre che soffiare sulla candelina che ho infilzato un piatto di orecchiette e cime di rape avanzate dalla cena, è dirvi grazie.

Grazie per esserci stata, per avermi sopportata, per avermi supportata. Grazie per esserci stati/e e per il continuare ad esserci. Grazie a chi ha deciso di non esserci più, perché per un po’ han fatto parte di questo blog. Grazie a chi arriverà ad esserci. Se questo blog vi piace, consigliatelo in giro, se non è di vostro gradimento… consigliatelo ugualmente, la fregatura mica la dovete beccare solo voi. Detto questo, dolce notte a tutti voi, spero che sarete maggiormente coinvolti nei post che seguiranno. Perché a me dispiace veder commentare ed interagire solo due persone. xoxo

 

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