Ok, i nonni sono qui da mezza giornata e già sto impazzendo. Li adoro, sia chiaro, ma svegliarmi all’alba, sentendoli armeggiare per prepararsi alla messa, non è stato il massimo. Certo, se avessi avuto la pazienza di salire le scale, avrei tranquillamente dormito nella mia camera e non sarebbe successo. 

Ogni notte lo stesso dilemma, affrontare la “arrampicata” con gamba ingessata e stampelle, impiegando venti minuti buoni, tanto che nel frattempo il sonno resta un vago ricordo, oppure sonnecchiare sul divano tanto comodo?

Comunque, non ho aperto un nuovo post per lamentarmi della mia condizione di temporanea infermità fisica. Stamattina mi sono svegliata da un sogno simil film. Si, sto decisamente vedendo troppe commedie romantiche in questo periodo. Vivevo nella villa di Amanda Woods, del film di cui vi ho parlato l’altro giorno.

Ero la proprietaria di una ditta di wedding planner, come in Prima o Poi mi sposo, ma che aveva anche una sezione dedicata all’organizzazione di eventi in generale. Passavo la vita a partecipare ad eventi mondani e matrimoni di perfetti sconosciuti, guadagnando anche parecchio.

Ad un certo punto della mia vita, faccio trasferire in America (ovviamente il sogno non poteva essere ambientato in Italia, visto che da noi, questo tipo di lavoro, si esiste, ma non come all’estero) un mio amico, dopo averlo informato di un posto prestigioso in una industria chimica.

Per aiutarlo ulteriormente, gli cedo in affitto una stanza di casa mia, logicamente ad un prezzo vantaggioso rispetto al mercato locale. Ancora non riesco a capire se la città protagonista del sogno fosse L.A. o NY. Probabilmente una crasi tra le due, con inverni newyorkesi ed estati californiane. Anche architettonicamente parlerei di una fusione tra le due metropoli.

Insomma, come nelle migliori commedie romantiche, finisco a letto con l’amico/coinquilino, ma la mattina dopo al risveglio, ecco la sorpresa. Al cancello di casa si presenta uno dei miei ex, forse quello che mi ha fatto soffrire di più nella vita. Scopro che anche lui ha ottenuto un posto di lavoro nella stessa impresa del mio “amico di letto“.

Praticamente, dato che anche lui era disoccupato da tempo, il mio… chiamiamolo A., son stufa di parlare di amico o coinquilino… insomma A., amico di entrambi, sapendo che B. era disoccupato da tempo, gli aveva procurato un colloquio di lavoro. Ovviamente aveva “dimenticato” di avvisarmi.

In parole povere, B. viene assunto anche lui, A. mi chiede di affittargli un’altra stanza della mia villa e ci ritroviamo a vivere “tutti insieme appassionatamente”, con me che entro in crisi. Da un lato A.: gentile, affidabile, premuroso, timido e romantico. Dall’altro B.: stronzo, bugiardo, menefreghista, egocentrico e infantile. 

Voi mi direte che la scelta sarebbe ovvia. Si, teoricamente sarebbe così. Ma noi donne non siamo mai ben consce di quello che desideriamo. Così, nonostante lo odi con tutto il cuore, la convivenza forzata risveglia i vecchi sentimenti sopiti negli anni.

In parole povere, mi son svegliata quando finalmente ero giunta ad una scelta tra i due, ma non ho potuto vedere quale sarebbe stato l’uomo della mia vita, perché nonna ha deciso di inciampare contro il divano, proprio mentre nel sogno stavo aprendo la porta della camera dell’uno o dell’altro.

Quindi continuo a rimuginare a come sarebbero le nostre vite, se fossero basate sui canoni cinematografici. Per esempio, voi come immaginereste le vostre esistenze, se vi dovreste basare su questo? Son curiosa di leggere cosa verrebbe fuori dalla vostra fantasia. 

Anche se mi avete abbandonato, spero sempre che torniate tutti ad intasare questo blog di commenti e like. In fondo un blog serve per dar libero sfogo ai nostri pensieri sparsi, ma ha anche una funzione gratificante, mettendoci al centro dell’attenzione altrui, seppur per pochi istanti. xoxo.

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