Quante gocce di rugiada intorno a me,

cerco il sole, ma non c’è…

No, non fraintendetemi, non voglio pubblicare il noto testo della PFM, ma è per farvi capire il mio stato d’animo in questo mese. Sono allettata, in una casa mezza vuota. Questo fine settimana Elena ed i bambini si trasferiscono nella loro nuova casa ed io, l’unica sfigata ad ammalarsi a settembre, ho pensato bene di autoesiliarmi nel mio appartamento, per non contagiare i piccoli, in vista dell’inizio della scuola.

La mia casa non è ancora del tutto ammobiliata, ho solo a disposizione il letto ed il bagno ed ho portato su dal box uno degli scatoloni di abiti, di modo da poter sopravvivere in emergenza. Per nutrirmi, san Just Eat sta compiendo il miracolo. Almeno ora che sono malata ho una buona scusa per provare quali saranno i miei ristoranti con consegne a domicilio preferiti.Ieri ho approntato una sorta di MNS con Angie, che era salita a vedere come sto, così ho ordinato colombiano ed abbiamo guardato qualche puntata della seconda stagione di Narcos. Devo dire non male la cucina colombiana. Ci siamo divise i piatti, per non rischiare il contagio (ho 39 di febbre, per forza di cose la contagerò, ma si sa che si finge sempre di prendere delle accortezze). Cosa abbiamo ordinato? Un’empanadas di carne ed uno al formaggio, arepas con queso, patcòn con carne mechada ed una porzione di picada. Devo dire non male. Quel po’ di picada avanzata, ne ha beneficiato il compagno di Angie. Ristorante promosso con riserva, cioè, dovremo andare in qualche altro ristorante colombiano e compararlo con questo.

Lunedì mi consegneranno il resto della camera da letto, almeno la smetterò di vivere come un’accampata, mentre mi hanno già detto che per la cucina dovrò aspettare un mese circa, quindi una volta guarita, o andrò avanti a cibo da asporto, oppure di barbecue, se il tempo reggerà. Ora che ci abito, mi rendo conto di quanto sia grande e vuota questa casa. Ieri ho passato un intero pomeriggio dietro la finestra a guardare la pioggia incessante e già mi ci vedevo, le domeniche invernali, guardare la pioggia dall’immenso divano, mentre leggo un libro, riscaldamenti accesi, un plaid sulle gambe, una tazza di caffè al ginseng, un gatto che sonnecchia sulla poltrona. Solo a me, per quanto mi possa piacere l’idea, mi mette anche una forte depressione?

Boh, forse è l’idea di me da sola qui dentro che mi rende così spenta. Uhm e se lo prendessi davvero un gatto? Magari due, per farsi compagnia. Ho paura però di non avere il tempo per educarli, non ero neanche riuscita ad insegnare l’educazione al mio scoiattolo ed all’epoca ero sempre in casa. Avete consigli e suggerimenti in merito? Temo di rientrare a casa e non solo trovo escrementi ovunque, ma anche il divano tutto graffiato eccetera. Ricordo che il gatto di una mia zia era dispettoso, se c’era qualcuno in casa, era buono ed affettuoso, se però lo si lasciava solo, correva a graffiare ogni mobile o cuscino.

Comunque, tanto per ricollegarmi allo stato d’animo di cui vi parlavo all’inizio, settembre è uno di quei mesi che mi mette una tristezza infinita, lo detesto (a meno che non passi il mese in una bella villa in campagna, con annesso forno a legna e vari confort), fa parte di quei mesi che proprio odio… insieme ad ottobre, novembre, gennaio, marzo. Vabbè, passerà presto questo periodo.

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