No ragà, abbiamo vinto la prima partita, mica la finale. Oggi non si parla d’altro, abbiamo battuto la seconda in classifica fifa. Tutti che parlano di uno squadrone di operai ed io mi domando, ma la partita l’hanno realmente vista?

Ok, si, abbiamo vinto per 2 a zero ed alcuni dei nostri son stati bravi, ma quanto abbiamo sofferto non lo si nota vero? Mah, l’obiettività non è italiana a quanto pare. Poi caroselli festeggiamenti in strada, ripeto, non era una finale.

Infatti c’è chi ipotizza: “E se ci avessero fatto vincere apposta, proprio per farci capitare con le squadre peggiori agli ottavi? Di modo da arrivare facilmente ai quarti?” Beh, se si pensa che i belgi, nonostante la sconfitta, fossero in strada a festeggiare, il dubbio viene.

Comunque, parliamo d’altro, o meglio, sempre legato agli europei, ma parlando un po’ dei fati miei. Ieri a pranzo ci siamo sfondate di orecchiette con cime di rape, Son stata fortunata che mentre le ragazze erano imbottigliate nel traffico, io son riuscita a far la pasta fresca e metter su l’acqua a bollire, in pratica, quando sono arrivate era quasi pronto. Ci siamo messe sui miei nuovi cuscini da terra, appoggiandoci sul tavolino ed abbiamo recuperato gli ultimi episodi di Gomorra. Poi trucco, parrucco ed un defilé per decidere che vestiti prestare a loro ed eccoci già in coda per raggiungere il locale di Paolo. Una volta lì, ci siamo messe a dare una mano per addobbare la sala. Poi, mentre tutti erano impegnati a ricevere i clienti, Paolo mi trascina al piano superiore del locale.

Lo abbiamo fatto lì, in piedi contro il muro, non so se qualcuno al piano di sotto ci ha visto tramite l’apertura nel soffitto, ma devo dire che era proprio il motivo per cui ho perso la testa. Ovviamente Paolo, come al solito, ha dovuto tapparmi la bocca altrimenti giù mi avrebbero sentita, in certe occasioni non riesco proprio a trattenermi.

Neanche il tempo di riprenderci, che son venuti a chiamarlo, un fornitore aveva fatto casini con l’ordine. La serata è trascorsa tranquilla, tra partita, birra e risate nel finale, coi dipendenti di Paolo, in attesa che mi riaccompagnasse a casa.

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