E come prevedibile, un mostro non diventerà mai un agnellino. Sono in Puglia, di nuovo.Stavolta è sceso anche Paolo con me. Sono arrivata giovedì sera, prendendomi un permesso e già da venerdì passo quasi tutto il tempo in ospedale. Già, Elena è di nuovo ricoverata. Stavolta le ha procurato anche un aborto. Da quel che mi ha raccontato, lei aveva preparato una cena luculliana e mandato i bambini da sua suocera, per fortuna, perché voleva dargli la bella notizia. Lui si è presentato ubriaco, non l’ha neanche degnata di uno sguardo, l’ha sbattuta contro un muro e l’ha violentata sodomizzandola… l’ha lasciata per terra dolorante ed è andato a cercare i bambini. Non trovandoli ha iniziato a picchiarla, spaccandole la mandibola. Ma la bestia non era sazia, ha continuato a violentarla ripetutamente e quando sua madre ha chiamato per sapere a che ora fossero venuti a prendere i figli, le ha chiesto di tenerli per qualche giorno. Ha continuato a massacrarla e violentarla indisturbato, visto che lei a causa della frattura non riusciva ad urlare. Quando poi ha scorto il pacchettino sul tavolo e lo ha scartato, vedendo che conteneva due scarpine da neonato, ha iniziato a darle calci al ventre andando infine a dormire, soddisfatto della propria opera. L’hanno trovata solo perché del sangue ha oltrepassato la soglia di casa, così i vicini hanno chiamato soccorso. L’hanno trovata svenuta, sdraiata proprio dietro la porta d’ingresso, con lui che dormiva beatamente nel letto.

Stavolta lo ha denunciato, ma vedendo come si è comportata l’altra volta e la lettera che lui le fa pervenire quasi ogni giorno, temo che riprenda a non voler vedere la realtà. Io e sua madre ci diamo il cambio qui accanto a lei, mentre una sua cugina fa il turno di notte. Sua suocera non si è fatta minimamente vedere, con la scusa di doversi occupare dei bambini. Certo, ora lui è agli arresti e non può farle nulla, ma quanto durerà la tregua, se lei dovesse riperdonarlo? Sappiamo tutti che in Italia non esiste la certezza della pena. Io continuo a dirle che quando guarirà dovrebbe trasferirsi altrove, con i figli. Le ho offerto più volte di stare da me, ci arrangiamo. Tanto visto che giù non lavora e l’anno scolastico è oramai pressochè terminato, avrà meno problemi. Nel frattempo cercheremo un lavoro per lei e quando io avrò trovato un appartamento da affittare, le potrei subaffittare quello dove vivo ora. Lei continua a scuotere leggermente la testa. Speriamo, io ed i suoi, di riuscire a convincerla, per quando potrà ricominciare ad alzarsi dal letto. Mi spiace solo per Paolo, eravamo scesi per una vacanza, invece mi vede poco e quasi sempre stanca. Certo, riusciamo a ritagliarci dei momenti nostri, facendogli visitare qualche comune del circondario o andando qualche ora al mare, ma purtroppo al momento non posso dargli di più.

 

sito internet

Annunci