Oddio che sonno. Sono in macchina, anzi siamo, io e Paolo. Stiamo tornando da una scampagnata serale. Visto che ieri sera non doveva lavorare, è venuto a prendermi a lavoro. Più che altro direi che mi ha sequestrata da lavoro, non ho avuto modo di rifiutarmi. All’ora di cena eravamo ad Amatrice. Da premettere, per tutto il tragitto non mi ha voluto dire dove si andava. 

La cosa mi inquietava un minimo, più che altro perché oggi lavoro e non avevo la certezza di rientrare in tempo. Quando poi ho fatto notare che non avevo con me neanche un cambio d’abito, mi svela che ogni volta che è stato da me, ha “rubato” qualcosa di mio, praticamente nel bagagliaio aveva tutto il necessario. Ma da quanto frequento un maniaco che premedita tutto questo? Maniaco perché dai, uno che ti ruba qualcosa ogni volta che viene da te, un po’ inquieta. E poi, ma da quanto stava organizzando tutto questo?

Per carità se fossi innamorata, troverei la cosa superomantica, ma così mi ha messo solo angoscia addosso. Anche perché, qualora ci fosse stato un imprevisto, avrei avuto problemi a lavoro ed avrei messo nei guai anche Lori, che si troverebbe costretto a sobbarcarmi anche il mio lavoro. Per fortuna stamattina, nonostante la levataccia, siamo in fase di rientro.

img-20151206-wa0012-largejpg Devo ammettere che non sono stata affatto male, anzi. Abbiamo dormito in un delizioso casale, camera che ha prenotato mentre eravamo già in viaggio. Per cena ci siamo fermati in questa trattoria Ma-Tru dove abbiamo mangiato fino a sfondarci. Il proprietario, simpaticissimo, ci propone di fare un tot di assaggini, informandoci che tutti i turisti mordi e fuggi fanno così. Effettivamente aveva ragione, diversi altri tavoli hanno optato per questa scelta. Solo che ad averlo saputo, avrei fatto una settimana di digiuno preparatorio.

ristorante-ma-tru

Allora, ci ha portato un mix di salumi e latticini che ti si scioglievano in bocca, io poi che a casa, mentre guardo la tv, ho sempre una ciotolina di olive da mangiare, mi son fiondata su di esse come se non ci fosse un domani.

photo0jpg

Poi il proprietario ci propone due assaggini di primo. Ricordatevi soprattutto la parola assaggini, ahahah, se quelle porzioni son da assaggio, non oso immaginare quelle regolari. Ci ha portato due enormi sperlunghe in acciaio, con delle mezze maniche alla gricia e i famosissimi spaghetti all’amatriciana. Una delizia. Io ho solo preso una forchettata di gricia, a differenza di Paolo che ha spazzolato tutto, dedicandomi soprattutto agli spaghetti. Vi confesso che se avessi potuto, avrei ordinato un enorme padellone del loro sugo, per potermi ancora deliziare una volta a casa. Avete presente quando ad ogni boccone, le papille gustative fanno la ola? Ecco ci sentivamo così. Ma poi, nonostante tutta quella quantità di pasta, non ci sentivamo affatto appesantiti e questo è stato il nostro errore, perché abbiamo confermato l’assaggino di carne alla brace, immaginando che ci avessero portato una bistecchina, un paio di salsiccia e quattro o cinque arrosticini. Sbagliavamo. Ecco arrivare un’altra enorme sperlunga ricolma di ogni ben di dio, contornato da una quantità assurda di patate al forno.

ristorante-ma-tru (1)

Io non so voi, ma per quanto posso esser sazia, non rinuncerò mai a tuffarmi nella carne arrostita e poi si sa che non posso vivere senza patate, in qualunque modo mi vengano preparate. Tra l’altro anche le mie nonne sanno di questa cosa e ne approfittano sempre. Alla fine siamo usciti, riuscendo a spazzolarci tutto, ma rifiutando il dolce che volevano offrirci. C’è stato un momento in cui tutti noi clienti ci siamo guardati negli occhi ed ammicando come a dire: “Si ok, non riusciamo neanche a camminare per quanto siamo pieni, ma ne è valsa la pena, eccome se ne è valsa.”

Usciti da lì, avevamo bisogno solo di un letto. Quindi dopo una piccola passeggiatina nel circondario, abbiam preso l’auto e raggiunto il casale. Io mi son buttata nella vasca da bagno, con Paolo che, seduto sul coperchio del water, chiacchierava mentre con una spugnetta, mi lavava delicatamente.

Inutile dirvi come sia finita la serata. Nonostante la stanchezza, credo che dormirò per tutto il weekend per recuperare, devo ammettere che sia stata un’idea carina. Abbiamo anche deciso che, non appena lui potrà prendersi un weekend libero (e la trovo dura, non molla il gastropub per un giorno, nonostante abbia dei validi collaboratori), ci torneremo sicuramente, magari inserendo Amatrice in una specie di tournée gastronomica. Ora, giusto per non farci mancare nulla, colazione in un bar nei pressi del mio ufficio, in attesa che arrivi l’orario di ingresso.

sito internet

Annunci