Ieri non ho potuto aggiornare, in treno ho dormito tutto il tempo ed a Termini è venuto a prendermi Paolo ed ha passato con me gran parte della serata.

Vengo subito al dunque, Elena non ha voluto sentir ragioni. Non appena il bastardo si è presentato in ospedale con un mazzo di fiori, lei ha ceduto subito. Dice di averlo perdonato, che è stata colpa sia di quanto successo, ma lui è pentito ed ha giurato che non lo farà mai più.

Quante volte in tv abbiamo sentito le stesse frasi? Era allucinante, parlava come fosse una macchina, senza anima, non la riconoscevo. Alla gente ha raccontato di esser caduta per le scale, anche perché era impossibile nascondere i lividi, nonostante fossero in via di guarigione.

E’ arrivata a dire che lui la ama, che è il padre dei suoi figli e lei ha l’obbligo di perdonarlo. Ma vi rendete conto delle assurdità che dice? Poi però non mi ha risposto quando le ho chiesto quante altre volte lo avesse già fatto. Mi fa: “Lui è debole, ma mi ama da morire.” Ecco appunto… da morire. Io non so più cosa fare e dirle, ovviamente non posso più telefonarle, per paura che ci sia lui e la massacri e non essendo parte lesa non posso denunciarlo.

Sua madre mi ha assicurato che continueranno a pressarla perché tronchi questo rapporto malato. Non ha voluto neanche loro in ospedale, cioè i tuoi genitori li cacci via? Ma come cavolo ragioni?

Sono arrabbiata nera, ma ho le mani legate, mi sento impotente. Paolo continua a dirmi che non si può aiutare chi non vuole la nostra mano, ma deve pur esserci qualcosa che io possa fare.

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