Vi avevo lasciato con me ancora umida dalla doccia e con Paolo che svaligiava la dispensa riempiendo varie ciotoline. Beh… posso solo dirvi che forse sarebbe tanto meglio aspettare a lavarmi.

Dal mio armadio ha tirato fuori un foulard (tra l’altro non ricordavo neanche più di possederlo) e mi ha bendata. Mi ha guidata fino in sala, dove aveva creato un giaciglio con cuscini come materasso e lenzuola e coperte per evitare di sporcare il letto mi ha aiutata a stendermi ed ha legato, con un altro foulard, le mie mani ad un piede della poltrona letto.

Dopo qualche secondo in cui credo sia rimasto totalmente fermo a guardare il mio corpo nudo, si è alzato e mi ha lasciata sola in stanza. Posso dire che ogni secondo in quella situazione sembrava interminabile? Finalmente ho sentito i suoi passi avvicinarsi a me. Mentre sentivo che si sedeva accanto al mio corpo, percepivo che appoggiava dell’altro per terra. le sue mani accarezzavano lente il mio corpo e quanto segue nel mio racconto è solo perché ho voluto sapere tutto da lui. Ieri l’ho costretto a raccontarmi i dettagli, anche perché aveva scelto il foulard più scuro e non potevo minimamente sbirciare.

Prende una delle ciotoline e col dito inizia a raccogliere un po’ di salsa, me la spalma delicatamente sul labbro ed io con la lingua la raccolgo, era ketchup. mi vieta assolutamente di rifarlo e me ne spalma un altro po’. Poi è lui che con la lingua mi ripulisce. Passa ad una seconda salsina, maionese, e la spalma sul collo. Lì confesso che ho iniziato un po’ ad ansimare.  Con la terza ciotolina, nutella è passato al mio seno e credo che ne abbia spalmato in abbondanza, proprio per avere il pretesto di soffermarsi a lungo. Quando finalmente si è sentito soddisfatto dell’opera di “pulizia” del mio corpo, lentamente mi solleva un po’ la testa per porgermi dell’acqua da bere, di modo che potessi togliermi il sapore di ketchup dalla bocca. Ma il “bastardo” mica aveva finito… eheheh… voleva torturarmi ancora un po’, quindi come i più classici dei cliché ecco che usa un cubetto di ghiaccio per farlo scivolare lentamente dallo sterno fino al’ombelico. Una ripassata sul seno, giusto per farmi saltare per quel freddo piacevole e poi credo se lo sia messo in bocca, perché quando poi ha appoggiato la sua lingua proprio lì… eh si, è dove state pensando anche voi… ho tirato un urletto non indifferente alla sorpresa di quanto fosse ghiacciata. E’ andato avanti a lungo, nel frattempo son venuta tre volte eppure non mostrava segni di impazienza. Ovviamente, sempre per seguire i cliché, piacevoli per carità, ha usato la panna quando son stata io a dovermi dedicare al suo corpo. Alla fine mi ha finalmente presa e non era per niente sfiancato dall’orgasmo che gli avevo appena procurato, anzi sembrava come se lo avesse eccitato di più. è stato intenso e quando eravamo entrambi sul punto di venire, mi ha finalmente liberato gli occhi per poterci guardare in quell’esplosione di piacere.

Inutile dire che quando abbiamo ripreso il respiro, entrambi ci siam ributtati sotto la doccia ed alla fine siamo entrambi crollati in un sonno profondo. Ieri poi mi ha lasciato giusto nella fascia di mezzogiorno, per andare a pranzo a casa, visto che avevano invitati, per poi passare un pomeriggio calcistico da me… entrambi vestiti in maniera antisesso, ma credo che avessimo già ampiamente dato nella notte, no? 😉

 

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