Tutto è tornato alla normalità, o quasi. I soliti ritardi delle ferrovie, il solito autobus che non rispetta gli orari di partenza, il solito supermercato sotto casa preso di mira dai soliti ladri. Così, appena arrivata sotto casa o tirato fuori l’auto alla ricerca di cibo da procacciarmi, avendo saccheggiato la dispensa per il viaggio pugliese. Alla fine mi sono ritrovata a fare scorte per un reggimento, per fortuna la maggior parte della roba non è deperibile, così sto a posto per un bel po’.

Una volta tornata a casa e messo in ordine la spesa, ho avuto giusto il tempo di disfare la valigia, caricare la lavatrice e farmi una doccia, che già la capra bussava per recuperare la settimana persa. Vi giuro, stava per andare in tilt il mio sistema nervoso. Ma come si può, in una settimana, dimenticare tutti i progressi fatti in quasi un mese di ripetizioni intensive? Ero quasi sul punto di consigliare alla madre di iscriverla in una scuola dove non fosse previsto il latino. Per mia fortuna il tempo è volato in fretta, o forse erano troppe le cose da fare, da non accorgermi dell’avanzare delle lancette. Quando finalmente l’ho congedata, ho acceso skype e, mentre cucinavo, ho iniziato una videoconferenza con le mie amiche, ne avevamo di cose da raccontarci. Le ragazze saltavano dalla sedia ogni due per tre.No, non per rivelazioni eclatanti, semplicemente finalmente hanno capito perché se c’è la partita della Roma, evito di invitare gente a casa. Il figlio dei vicini va in escandescenza per ogni gol, ogni fallo, ogni azione della partita. Sia io che le signore anziane del palazzo siamo più volte andate a lamentarci, io talvolta, a fine partita sono talmente scossa dai ripetuto spaventi, da tremare tutta e non riuscire a dormire. Ma sapete cosa risponde lui e la sua famiglia ogni volta? “Noi siamo tifosi, voi non potete capire, siete donne… se non vi sta bene cambiate casa.” Ma roba da matti. Ieri poi, ce l partita col Palermo è finita 5 – 0, potete immaginare cosa sia successo. Ad ogni rete, oltre ai classici urli disumani, che simulano un pazzo preso da un raptus omicida, ha iniziato a lanciare non so quali oggetti, procurando rumori assurdi. Persino il loro cane abbaiava spaventato e con lui tutti i cani del condominio che rispondevano con latrati.

Insomma, a malapena, sia io ma anche le ragazze, riuscivamo a seguire i servizi de Le Iene. Siamo rimaste inorridite davanti all’intervista ad una delle vittime del contagiatore folle di Roma. Praticamente un serial killer, che magari anche dal carcere miete vittime su vittime, perché non diffondendo la sua foto, le donne non possono riconoscerlo e correre a fare il test dell’HIV. Insomma tutto sta lentamente tornando alla normalità.

A fine serata poi, è passato Paolo, per recuperare un po’ di tempo perso. Ho scoperto che, malgrado la mia vasca da bagno sia piccola, ci stiamo comodamente in due, grazie ad un piacevole “gioco ad incastri”. Ora lui dorme accanto a me, mentre io mi sono svegliata a causa di un incubo e non riesco a prender sonno. Avrei preferito che Paolo tornasse a dormire a casa sua, invece si è finto troppo stanco per guidare e quando gli ho fatto notare che si sarebbe dovuto svegliare presto, perché deve uscir di casa con me, ha pure tentato di estorcermi una copia delle chiavi, trovando la scusa che così avrebbe potuto dormire fino a tardi ed al mio ritorno avrei trovato la cena pronta da riscaldare. Ma io non ci penso minimamente, ho capito il suo gioco, prima le chiavi per dormire un po’ di più, poi magari un cassetto ed ecco che mi ritroverei invasa delle sue cose in men che non si dica. No, io e lui dobbiamo rifare il discorsetto del “è solo sesso e nulla più”. Forse è questa la causa dell’incubo e del non riuscire a dormire. Vorrei sbatterlo fuori casa immediatamente, ma non riesco a trovare una scusa plausibile per cui io debba andare a lavoro alle cinque di mattina. Mah, mi faccio un caffè, vediamo di raddrizzare la giornata.

 

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