Ragazzi e ragazze (oddio ancora non mi abituo al fatto che non siano solo le femminucce a leggermi) mentre vi scrivo sto preparando i bagagli. C’è una cosa che ieri non vi ho raccontato, perché cercavo di calmarmi e non pensarci, ma è impossibile. Una cosa bella, ma troppo grande per me. Ok, con calma cerco di raccontarvi cosa sta accadendo. Per chi mi legge ogni giorno, saprà già che domenica sera sono uscita con Angie e Alessandra, una serata tra donne, visto che a San Valentino tutt’e tre eravamo senza partner a causa del lavoro dei maschietti. Ecco, non vi ho detto cosa è accaduto sul finire della serata. Diciamo che ho avuto la riprova di essere fortunata al gioco e sfortunata in amore.

Dopo il cinema ci siamo infilate in sala bingo per qualche partita. Stranamente era ancora bello pieno, soprattutto di coppie di pensionati che tentavano la fortuna ed un modo per passare il San Valentino in compagnia di coppie di amici di vecchia data. Beh, per non farla lunga, ho vinto quattro volte la cinquina e sei volte il bingo, spesso cifre belle grosse per quel gioco. Alessandra non faceva che abbracciarmi e darmi i bacini sulla guancia, sperando che un po’ della mia fortuna passasse anche a lei, ma invano. ma la serata non si è conclusa lì, ma nell’adiacente sala slot. Mentre ci preparavamo ad andare, Angelika fa: “Ragà e se tentiamo la fortuna alle slot? Dai Fabiola è in serata, quando le ricapiterà?” Dopo ad averla ringraziata in modo ironico per volermi sfruttare in questo modo, decidiamo di mettere un tot a testa… in tre diverse slot, ma solo io avrei dovuto giocarvi. La somma eventualmente vinta sarebbe stata data a chi metteva il capitale iniziale. Così abbiamo fatto, alla fine Alessandra ha avuto un utile di cinquanta euro tolte tutte le spese della serata e del gioco al bingo, Angelika è andata a casa con 115 euro di utile ed io… beh per me c’è un discorso a parte.

Stavo perdendo tutto il capitale investito, ma non mi dispiaceva, comunque sarei tornata a casa con un sostanzioso guadagno, ma ecco che all’ultimo euro giocato, parte il rullo per il gioco bonus e miracolosamente si ferma sul simbolo per poter partecipare al gioco jackpot (perdonatemi ma non essendo assidua di sale slot, non conosco i termini tecnici). Quardo in alto per cercare a quanto ammontano i vari jackpot in quel momento e dico alle ragazze che, se mi dovesse andar bene prenderò i cinquecento euro, che equivalevano al montepremi più basso. Facciamo tutt’e tre un profondo respiro per calmarci, poi tratteniamo il fiato e premo il pulsante. Un simbolo, due simboli, tre simboli giusti… come prevedevo porto a casa un bel gruzzoletto. I secondi si dilatavano fino a sembrare ore, ma la macchina non aveva ancora finito il suo gioco… quattro simboli giusti… cinque simboli giusti. La slot si ferma ed inizia la musichetta della vittoria. Le ragazze iniziano ad urlare, io resto paralizzata. Le urla attirano il personale della sala che si avvicina per cercare di capire e per riportare la calma in sala. Io con enorme fatica riesco ad alzare lo sguardo, per cercare conferma in quanto vedevo nel display. Il totalizzatore segnava la medesima cifra che compariva sul monitor. A quel punto il direttore di sala mi rivolge la parola, ma io non riesco a comprenderlo, mi faccio ripetere tre volte ciò che dice, ma non riesco a razionalizzare, sono come in trance. Angelika capisce la mia difficoltà e mi aiuta a ritornare sulla terra, si fa dare dell’acqua dal bar e me la porge. Il direttore di sala sta spiegando loro che dobbiamo seguirlo nell’ufficio per aprire le pratiche della vincita. Essendo una somma considerevole, praticamente molto, molto vicina alla somma massima cui è possibile vincere, il direttore fa stampare alla macchinetta la vittoria registrata e ci accompagna in ufficio. Mi riempie di complimenti e di nozioni su come e quando sarà possibile ricevere la somma vinta. Ma io non riesco ancora ad essere in me, così tira fuori tutti i fogli possibili ed immaginabili ed inizia a spiegarmeli, leggendo insieme a me ed inserendo a penna delle linee ad evidenziare i passi salienti. Mi spiega che ora al pc, compileremo insieme dei fogli come quelli, alle quali verranno messe, in calce, le firme mie e sue per iniziare le pratiche di riscossione.

Lentamente iniziavo a comprendere di non stare sognando, cominciando così a collaborare col direttore. Non so più quanti bicchieri di acqua ho bevuto in tutto il tempo in cui siamo state in quell’ufficio. Per farla breve, data l’agitazione, ho chiesto alle ragazze di fermarsi a dormire da me. Ma purtroppo la cosa non è servita a rasserenarmi, mentre loro dormivano beate, io fissavo il soffitto per tutto il tempo. Anche ora, che dovrei essere distrutta dal sonno, ero invece seduta sul divano a guardare il vuoto.

Così mi son decisa, ho tirato fuori la valigia, comprato online i biglietti del treno ed ora sto preparando il bagaglio, per poter partire entro tre ore. Vado dai miei, ho bisogno di loro in questo momento. Io da sola non riesco ad elaborare la cosa, sono spaesata, impaurita, ma anche euforica. So che con loro riuscirò ad affrontare la cosa nel modo migliore, in fondo chi meglio dei miei genitori mi conosce? Forse mi conosco meglio di me stessa. Paolo non sa nulla, lo chiamerò dal treno, inventando una scusa per l’improvvisa partenza, so che non gradirà e che probabilmente andremo a litigare, ma in fondo non me la sento di spiegare l’accaduto, non mi va che altre persone sappiano, neanche lui, che in fondo è solo una parentesi della mia vita. Così sono qui, a chiudere la valigia e preparare uno zaino colmo di qualunque genere di prodotto da bagno riesco a prendere, le mani tremano e spero che la gente non noti quest’agitazione. Chissà perché, dal momento della vittoria, è come se mi sentissi spiata.

 

P.s. Nota dell’autrice. Dopo aver letto qualche mail inviatami, vorrei ricordare che quanto si narra in questo blog è frutto di finzione, non corrisponde alla mia vita. Fabiola è un personaggio inventato, così come tutti quelli che compaiono in questa storia.

 

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