In genere la mattina in treno, mi fiondo al primo posto libero e chiudo gli occhi e li riapro solo una volta arrivata a destinazione. Per carità non riesco a sonnecchiare, ma mi prendo gli ultimi momenti di relax, prima di immergermi nella bolgia del lavoro. Mi piace lasciarmi cullare dal movimento del mezzo, magari fantasticando su una spiaggia assolata, od ad un prato fiorito, mosso dalla tipica brezza primaverile.

Stamattina, stranamente, ero più sveglia del solito, così ne ho approfittato per dare un’occhiata intorno a me e studiare da vicino la specie umana a cui appartengo: i pendolari.

Devo dire che nei vagoni si può trovare di tutto, dal tipo che ronfa a bocca aperta, dal signore che si spaventa ogni volta che la sua testa cade penzoloni, in preda dal sonno, la signora che ricama il lenzuolino per il nipote in arrivo, la studentessa che da un’ultima ripassatina alla materia in esame tra qualche ora, la signora che è totalmente immersa nel suo libro… ma oggi, ho toccato il fondo della sopportazione, signori miei. Non basta che ci tocca viaggiare in vagoni al limite della decenza, sporchi talmente tanto, che il minimo che tu possa prenderti, sfiorando una superficie è il virus ebola. No, signori, non basta neanche che spesso viaggiamo come carro bestiame, stipati come sardine, tant’è che spesso, chi ha la fortuna di viaggiar seduto, deve sorbirsi la chiappa di un altro stampata sulla guancia, e parlo solo di chiappa, ma a volte è ben altro. No, non bastano i ritardi quotidiani, gli scioperi, i treni che spesso si rompono a metà tragitto e sei costretto a finire a piedi,senza che ti venga riconosciuto un rimborso, non basta il controllore che ti multa se ti becca senza biglietto o abbonamento (trenitalia mi dia un servizio decente, ci tratti come essere umani e non come incassi e vedi come sarò contenta di pagare il biglietto). no, non bastava tutto questo ogni santo giorno.di fronte a me, dall’altro lato della corsia, c’era un signore intento a leggere il quotidiano sportivo, e mentre era totalmente immerso, estraniato da tutto e tutti, con il dito mignolo, continuava incessante ad accarezzarsi il pacco… pacco… pacchettino, un pensierino, ecco. Il bello è che sicuramente non se ne rendeva neanche conto, abituato come sarà a farlo. Voi direte: “…e tu non guardarlo, no?!?” Fosse semplice ed il bello è che non ero la sola, anche altre signore venivano catturate da cotanto schifo, era impossibile non guardare. Ho provato a chiudere gli occhi e pensare al mare, ma ormai l’immagine era ben stampata nella mente.

Mi spiegate voi uomini cosa avrete mai da sfrucugliare per tutto il giorno? Non avete una bestia feroce ed indomabile, piuttosto un girino e pure timido. Cos’è, avete paura di perderlo? che se ne vada per un altro dal fisico più prestante? Temete che la donna con la quale siete stati a letto la sera precedente, se lo sia tenuto come trofeo, per ricordarsi della vostra ridicola prestazione? Cosa vi fa comportare così? Li vedi ravanare per tutto il giorno, non dandogli un attimo di respiro… Bellimiei, lì sotto non avete una lampada magica, se la sfregate non esce il genio.

 

 

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