Allora, stamani son stata l’ultima a svegliarsi, le ragazze stavano già preparando il ragù, pare che vogliano le lasagne pugliesi, quelle stra ripiene di roba. Ieri sera hanno insistito per pagarmi la loro quota di spesa ed hanno accettato con entusiasmo la serata casalinga chiamando anche altre ragazze. Hanno apposto solo un’unica modifica, la serata partirà dalla cena, rigorosamente pugliese, quindi oggi sono anche andate a procurarsi qualche altro ingrediente. Per mia fortuna qui a Roma ho trovato degli esercenti che commercializzano solo prodotti della mia terra, così non ci si deve sbattere ad andare in giro e soprattutto non devo acquistare delle sbavate imitazioni. Per esempio le cime di rape, qui si vendono, ma li chiamano broccoletti (i broccoli sono dei cugini più dolci e la parola broccoletto va affibbiato ad un boccolo col frutto particolarmente piccolo, non certo ad una cima di rapa),in realtà sono delle foglie delle cime di rape ed una minuscola inflorescenza (che da noi scherzosamente chiameremmo rap-ina). Noi pugliesi insorgiamo e ci sentiamo insultati quando non si riconosce la differenza tra un broccolo ed una cima di rapa. Vabbè, ritorniamo in carreggiata, hanno acquistato tutto il necessario e fatto gli inviti, saremo in otto, ciò vuol dire che dovremo spostare il tavolo della cucina in sala, altrimenti non ci stiamo tutte. Alessandra ha scaricato alcuni film usciti di recente ed io ho tirato fuori dal box le scatole dei giochi da tavolo. Ho finalmente disfatto l’albero, ma non il presepe (nella mia famiglia c’è l’usanza di riporlo il giorno seguente la candelora, come si faceva anticamente anche in chiesa (oramai sono poche le parrocchie a rispettare questa tradizione) e se si pensa che io inizio ad allestirlo a metà novembre, capirete bene perché ogni anno son soddisfatta della mia opera, visto che posso godermela a lungo. Quindi oggi farò la chef, con due commis d’eccezione.

Mi chiedete di ieri sera? No, vero? ahahah. vabbè visto che siete in pochi a commentarmi, anche se siete in diversi a leggermi (non capisco cotanta “timidezza”), oramai fingo anche le vostre richieste… ihihih. Ieri abbiamo visto la saga di Ritorno al Futuro, da quando hanno smontato da lavoro fino al dopo cena. Poi abbiamo iniziato quella de Il Padrino, che abbiam finito stamattina mentre iniziavamo le preparazioni. Ovviamente l’argomento principale è stato Paolo e quanto successo. Angelika la pensa come me, troncare subito i rapporti, lei poi è ancor più malpensate di me. Quando ho raccontato tutto ciò che non mi quadra, lei concordava con me. Mentre Ale è più per il rappacificarsi, lei vede sempre il buono in tutti, è fatta così ed è il nostro ago della bilancia, colei che mitiga un po’ i nostri caratteri, dolcissima come pochi. Alla fine abbiamo deliberato che se si farà vivo, in base a come si farà perdonare, gli darò un’ultima possibilità. Ma ho accettato solo perché Ale non mollava l’osso a dir la verità, io non sarei così propensa.

Tra l’altro, quando sono arrivate ho notato come nel bagaglio che mi avevano lasciato, ci fossero diverse paia di scarpe, per ogni evenienza a loro dire. E lì è sorta una delle mie proverbiali domande esistenziali: “Cosa lega la donna alle scarpe? Perché la quasi totalità di noi ne è ossessionata?” Tempo fa lessi un articolo in merito, pare che si stiano persino svolgendo studi scientifici. Io per esempio, a volte credo di non essere una donna, detesto lo shopping, le scarpe non mi procurano nessuna smania, le compro solo se quelle che abitualmente indosso si rompono o diventano troppo usurate, non sto quasi mai dietro alla moda, compro abiti solo se pratici oltre che di mio gusto. Ma l’ossessione delle donne per le calzature viene spesso ripreso in film, serie tv e riviste. Quante di voi donne non brama una stanza completamente piena di scarpe, come visto ad alcune celebrità? In fondo, tranne me, siamo tutte delle Carrie Bradshaw.

Annunci