Ragazzi ho un tamburo al posto del cervello, credo di aver esagerato ieri sera. Fate conto che non ricordavo neanche in che modo fossi tornata a casa, appena risvegliata. Ieri sera abbiamo dovuto aspettare parecchio per avere i due tavoli, visto l’enorme afflusso di gente. Devo dire la verità, ho tentato di approfittare della situazione per convincere tutti a cambiar locale, tra l’altro c’ero quasi riuscita, finché non mi ha vista Paolo. A quel punto non potevo più smarcarmi. Devo dire che, probabilmente a causa della mia presenza, siam stati in una corsia preferenziale. Nell’attesa in strada, ci ha fatto pervenire dei flute di prosecco e, guarda caso, non abbiam dovuto aspettare meno del dovuto.

La serata è stata gradevole, le ragazze che non conoscevo mi son sembrate simpatiche. Paolo, di tanto in tanto, si aggregava a noi. Posso dire che inizia a darmi fastidio questo controllo continuo. Ogni volta che son lì non sono mai totalmente libera. Ok, l’altra volta stavo facendo la cretina con uno, ma stavolta era un tavolo di sole donne, quello degli uomini era poco più in là. Cioè, io non sono neanche libera di passare una serata in un locale, senza sentire la presenza quasi da avvoltoio sulla spalla? Alle ragazze è piaciuto molto, si son divertite alle sue battute e asseriscono che sono io che esagero, per paura che diventi qualcosa di serio. Boh, ditemi sono io? Non presenziava così assiduamente gli altri tavoli, come il nostro e quando era al bancone, comunque sentivo i suoi occhi su di me.

Per carità, non fraintendetemi, le attenzioni piacciono a tutte, ma a tutto c’è una misura. Gli uomini che staranno leggendo diranno: “Eh, ma non siete mai contente.” Forse è vero, però neanche voi maschi sapete regolarvi. Se vi si chiede di fare qualcosa, ci son due ipotesi su come reagireste. Nel primo caso, neanche ascoltate la richiesta e rispondete magari ad una domanda posta una settimana prima, oppure fate tutt’altro da quanto richiesto. Faccio un esempio. Se per esempio noi donne diciamo: “Amore per favore, andresti a comprare il pane?” Lo sentiremo rispondere: “Ma tua madre non è venuta a trovarci due mesi fa? Ritorna così presto?” oppure si reca dal panettiere e vien su con due chili di tarallini. Ma cosa fate, staccate l’amplifon ogni volta che la vostra donna inizia a parlare e lo riattivate solo se si parla di calcio? Poi è ovvio che si vedono scene come queste: “Amore-tu-andare-a-comprare-un-chilo-di-pane-solo-pane-no-altro.” Scandendo bene ogni singola sillaba e contemporaneamente gesticolando nella lingua dei segni.

Oppure, in preda alla voglia di fare, pensando di farci cosa gradita, iniziano a svolgere tutte le commissioni possibili ed immaginabili, senza che noi li abbiamo precedentemente istruiti. E lì la tragedia, ho visto lo stesso bucato cambiar colore due tre volte e non ritornare mai più come prima. Per non parlare delle stoviglie, riposti in luoghi assurdi, a confermare il fatto che da soli non saprebbero prendere neanche un bicchiere d’acqua. Ci manca poco che infilino il bambino nella lavatrice ed il gatto nella lavastoviglie e poi appesi entrambi sul terrazzo.  Non venitemi a dire che faccio del qualunquismo, sappiamo tutti che si tratta di realtà. Gli uomini perfetti non esistono. Certo ci son quelli che aiutano in casa, non fanno casini e danno una parvenza di perfezione, ma si sa, l’erba del vicino ci sembra sempre più verde, poi magari, vivendoci spuntano fuori le magagne.

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