Dopo qualche giorno di ferie, son tornata in ufficio, non vi dico che trauma. Non tanto per il dovermi alzare presto, grazie ai miei vicini, in questi giorni di vacanza mi son tenuta allenata, quanto per la collega con la quale divido lo spazio. Nella stanza siamo in tre, c’è anche un ragazzo molto simpatico. Con lui moriamo dal ridere e spesso ascoltiamo Radio Deejay per lavorare in un clima più rilassato, a volte ci scambiamo il pranzo e ci diamo consigli su come migliorare le nostre ricette. E’ sposato e questo fa storcere il naso alla nostra “bisbetica”, come la chiamiamo noi di nascosto. Per lei dovremmo passare otto ore in assoluto silenzio, anzi se noi due non ci fossimo, sarebbe l’ideale. Spettegola, o almeno ci prova, durante la pausa pranzo con le ragazze degli altri uffici. Spesso insinua una tresca tra me e Lorenzo, ma per fortuna, nessuno le da realmente corda. La definizione per la nostra bisbetica è una a cui le scoreggia il cervello, perdonate il francesismo, ma quando ci vuole, ci vuole. Io sono una zitella acida e non si discute, ho un caratteraccio che uso come arma di difesa, ma sul posto di lavoro cerco sempre di essere gioviale e disponibile. Certo anch’io ho i miei giorni no e Lorenzo è bravo ad intuire con un’occhiata quando è il caso di starmi lontana, ma in linea di massima cerco di non portare i miei problemi a lavoro e viceversa di non portare il lavoro nella mia vita al di fuori. Lei fa di tutto per rendermi il compito difficile. Giudica tutto e tutti, valuta le persone solo dal loro aspetto fisico, quando lei è una signora di mezza età molto trasandata e quando è obbligata a lavorare in team pretende la massima efficienza dagli altri, mentre lei vive di rendita. La cosa incredibile è che il nostro capo la tenga in alta considerazione. Sarà perché lei si prende i meriti dei lavori altrui, o magari è semplicemente brava a lecchinare in nostra assenza. Sta di fatto che la bisbetica è l’unico motivo per cui non vado volentieri a lavorare.

Non vi dico stamattina, a tutti i costi voleva sapere cosa mi fosse successo durante le ferie. Mi vedeva diversa e durante la pausa caffè, prima di iniziare a lavorare mi ha tampinata tutto il tempo, finché non le ho risposto in malo modo. A quel punto è giunto in mio soccorso il povero Lorenzo, ma purtroppo ha solo peggiorato la situazione. La bisbetica ha iniziato a far girare voce che io e lui avessimo litigato, perché vorrei che lasciasse la moglie. Le ragazze degli altri uffici sono venuti a parlarcene, prima che creasse ulteriori danni. Purtroppo per noi era già tardi, aveva già spifferato la boiata al nostro capo. Quindi non solo abbiamo dovuto riparare il danno con lui (anche perché le storie tra colleghi sono comunque vietate e perciò ci ha fatto rischiare il lavoro), ma ritornata alle nostre scrivanie sono sbottata, le ho riversato addosso tutto il mio malessere nei suoi confronti. La sua reazione? Non si è minimamente scomposta, anzi ha dichiarato che è suo dovere informare il capo delle nostre tresche, perché ne risente il nostro lavoro che risulta sciatto e  insufficiente e che se non ci fosse lei, tutto andrebbe in malora. Ammetto che per un attimo ho valutato l’ipotesi di saltarle al collo o di emulare Tyson. Sinceramente non saprei come risolvere il problema, non possiamo chiedere di essere spostati di stanza, alimenterebbe le sue calunnie.

Ora è meglio che vada, avrò un’amica a cena e vuole che le racconti tutto di Paolo, non che ci sia chissà quanto da parlarne. Preparerò un gateau di patate, comodo da mangiare sul divano, sperando di distrarla con qualche commedia romantica ed un bicchiere di Trebbiano di Romagna, speriamo che due risate tra donne mi faccia buttare tutto alle spalle… pigiama party, arrivo!!!

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