Ok, lo confesso, ieri sera non avevo per nulla voglia di restare a casa da sola. In fondo ultimamente passo molte sere in pigiamone, coppa di patatine e film. Il giro di telefonate è stato alquanto infruttuoso, chi restava in casa, chi esce solo col proprio compagno, chi aveva già accettato altri inviti. Così mi sono ritrovata tutta in tiro, coppa di popcorn a guardare un film al cine, notate l’ironia della situazione?

Ho visto l’ultimo episodio di Star Wars, sala gremita, nonostante sia uscito da diversi giorni. Devo dire che non è tremendo come lo descrivono tutti, bisogna prenderlo per quello che è, un blockbuster creato per monetizzare sfruttando un prodotto sicuro. Non potrà mai essere al pari della prima trilogia, nessun episodio potrà mai esserlo, e non vuole esserlo. E’ più che altro un reboot, di cui io non ne sentivo la necessità, ma chi sono io per proibire la produzione di una pellicola? Mi ci immaginate Io che vado negli uffici della Lucasfilm ed intimo a Kathleen Kennedy e J.J.Abrams di far passare loro un brutto quarto d’ora se uscirà un nuovo film della saga? Ahahah, si come no, tremerebbero come degli aspic, no? Vabbé, ogni tanto vaneggio, comunque non era del film che volevo parlare. Si sono già usati fiumi di articoli e post per questo. Quindi ritorniamo alla mia serata triste e solitaria.

Sapete spiegarmi perché, qui in Italia, se una persona va al cinema da sola, o al ristorante o in qualunque altro locale, viene visto sempre con uno sguardo di pietà? A me irrita alquanto, mi offende, anche chi è solo ha diritto di svagarsi, no? All’estero è normalissimo vedere un commensale solitario, o un avventore singolo al pub, ecc. Qui da noi no, se esci da solo sei uno sfigato, invece no. Noi lupi solitari abbiamo pari dignità di una coppia o di una comitiva di amici che vanno a bersi una birra il sabato sera.

Uscita dal cinema avevo un po’ fame e non mi sarebbe dispiaciuto bere anche qualcosa. Ma dove andare? Ho girovagato in macchina a lungo, non sapendo che direzione prendere, o meglio avevo ben chiaro dove sarei voluta andare, ma lì il proprietario è alquanto scortese con gli avventori solitari. Mentre stavo quasi per perdere le speranze, noto un locale con un discreto numero di gente al suo esterno. Non lo avevo mai notato a dir la verità, magari è sempre stato lì, ma passando di lì solo in pieno giorno, l’insegna non ha mai attirato la mia attenzione. Trovato finalmente parcheggio, mi avvio al locale, rassegnandomi al fatto che verrò trattata in modo scortese, perché da sola occuperò un intero tavolo.

Ed invece no, con mia sorpresa vengo accolta benissimo e scopro che all’interno, di fronte al bancone del bar  esiste un lungo divano con dei tavolini piccoli, adatto proprio a chi, come me, ogni tanto decide di passare una serata diversa, invece della vita casalinga. Ringrazio il mio buonsenso per essermi messa davvero in tiro, lì le ragazze sembravano tutte Barbie rimorchio facile. E’ impressionante come oramai sembrino tutte uguali, altro che cinesi, sono le ragazzine di oggi che non si riesce a distinguerle tra di loro. Certo io non sono una bellezza mozzafiato, però non sono neanche da buttare quando mi curo un po’.

Dicevo, mi indicano un tavolino, quello proprio di fronte al registratore di cassa e mi portano due menù, uno nel caso avessi fame, l’altro con dolci e cocktail vari. Scopro di avere una tale fame da non riuscire più a connettere. Così ordino, a quello che scopro essere il proprietario, uno stinco di maiale alla birra, lasciandomi consigliare su cosa bere. Devo dire che era tenerissimo e buonissimo.certo ho dovuto aspettare un po’, ma devo dire che non mi sono annoiata affatto, oltre al fatto che avessi con me l’ipad, spesso il personale si fermava al mio tavolo per due chiacchiere e qualche battuta. Devo dire che senza rendermene conto, stavo passando l’intera serata in quel locale, tanto che il proprietario mi ha offerto il dolce e qualcosa da bere. Spesso c’era un gioco di sguardi, non era un uomo molto alto, credo trentacinque-quarantanni, moro occhi neri, sempre con la battuta pronta. Più andava avanti la serata e più mi accorgevo che non mi toglieva gli occhi di dosso. Ovviamente ad una certa faccio per andarmene, era tardi e avrei dovuto guidare fino a casa e non era certo vicino. Ma il tipo ha insistito per aspettarlo, che non appena avessero chiuso, avremmo bevuto il bicchiere della staffa e mi avrebbe scortato con la sua auto, se credessi di essere troppo brilla per guidare, oppure mi avrebbe accompagnato lui e sarei tornata a prendere l’auto l’indomani. Mi lascio convincere, in fondo è divertente civettare per una sera, anche se normalmente è qualcosa che non mi appartiene. Così sto lì a ciondolare, dividendomi tra social network, browser game e flirtate col tipo, ho scoperto dopo che si chiamava Paolo. Finalmente anche il personale torna a casa, augurandomi di rivedermi al più presto. Io e Paolo ci accomodiamo ad un tavolo più comodo ed in disparte, come se ci potesse vedere qualcuno, ahahah, visto che aveva chiuso anche la serranda. Oramai entrambi sapevamo come si sarebbe chiusa la nottata. Così abbiamo flirtato un po’, sorseggiando una birra divisa in due, io avevo bevuto anche troppo e forse è per questo che mi ritrovavo in una situazione a me non abituale.

Insomma per farla breve, lo abbiamo fatto due volte, una al piano superiore del locale su un comodo divanetto, la seconda ed inaspettata, mentre mi rivestivo sulle scale. Alla fine gli faccio notare che saremmo potuti andare da lui, saremmo stati più comodi e avremmo magari potuto tentare un triplete. Ed è lì che mi è cascato l’asino. Il tipo vive con i suoi. Cosa? Ancora? Ma cosa prende agli uomini negli ultimi quindici anni? Cavolo sei un imprenditore, per tua stessa ammissione, e lì’ho potuto vedere coi miei occhi, gli affari ti vanno bene, tanto che stai pensando di aprire un altro locale in un altro quartiere della città e vivi ancora con mammà?

Certo è comodo trovare sempre tutto pronto al ritorno da lavoro, ma vostra madre non è la colf e vostro padre non fa il maggiordomo. Non ti va di sgobbare nelle pulizie e lavaggio degli indumenti? Assumi una donna che venga due volte a settimana a fare tutto, nei restanti cinque dovrai solo fare lo stretto necessario e poi non ti serve una reggia, ergo avrai ben poco da sistemare. Insomma mi è scaduto alquanto e mi ha ricordato il perché negli ultimi due anni son stata lontana dall’universo maschile. Certo però,  sessualmente ci sa fare. Mi ha chiesto il numero di telefono e di poterci rivedere. I bamboccioni non mi hanno mai attirato, ma magari qualche altro giretto su di lui potrò farmelo, meglio a casa mia però, mi fa ancora male la schiena, per i gradini su cui lo abbiamo fatto.

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