Eccomi qua, di nuovo, alla fine di ogni anno ecco che mi si ripresenta il dilemma del “che faccio, lo apro un blog?”. Oramai è un appuntamento fisso nella mia vita.

Puntualmente a dicembre mi ritrovo a tirare le somme dell’anno appena trascorso e ogni volta inciampo nella tentazione di aprire un blog per avere un punto fisso che unisca ogni aspetto della mia vita. Immancabilmente però, ogni anno, dopo pochi brevi post,  ecco che la noia dilaga. Così dopo qualche mese, mi ricordo di quella piccola finestra aperta sulla mia vita e vi faccio capolino. Quel che vedo non è mai esaltante, quattro o cinque frasi messe lì per raccontare qualche cavolata e nessun commento da parte di alcuno. Ecco quindi che decido di avere pietà di quel blog nato già moribondo e gli pratico l’inevitabile eutanasia. E questo accade ogni anno, quindi non stupitevi se tra qualche giorno non vedrete più nessun articolo pubblicato in questo nuovo angolo della mia vita. Io sono così, confusionaria, inaffidabile, infantile ed a volte viziata che ha la presunzione di credere di essere importante e fondamentale nella vita di tutti voi, come se a voi importasse qualcosa della mia esistenza.

In fondo a chi può interessare la vita di una trentenne delusa e disillusa dalla vita e dal mondo, che cerca di non affogare in questo mare di superficialità ed opportunismo che ci attanaglia, cercando di aggrapparsi a qualsiasi cosa finga di galleggiare? Boh, a nessuno? Esattamente, quel che dico anch’io. Io sono una donna come ce ne possono essere a milioni a questo mondo, come tutte le donne non ho idea di cosa voglio dalla vita e pretendo che questo qualcosa mi venga dato immediatamente. Poi però, qualsiasi risultato otteniamo, si rivela quello meno desiderato e così diamo di matto, o almeno agli uomini sembra sia così, distruggiamo tutto e quando oramai abbiamo raso tutto al suolo, ecco che pretendiamo di riaggiustare tutto, perché in fondo, quel qualcosa è sempre meglio di niente.

Non vi prometto che questo blog durerà un giorno, un mese o un anno, non lo farò. Non vi prometto neanche che vi divertirete a leggermi, o vi emozionerete o vi interesserete delle mie disavventure. Vi prometto una cosa però, mi impegnerò.

Si, mi impegnerò a fondo, affinché questo blog non muoia sul nascere, non vi illuda per poi sparire. Non sarò come una chiunque di noi donne che a settembre ci iscriviamo in palestra, promettendo di frequentarla assiduamente, ma sapendo già in partenza che si tratta dell’ennesimo alibi. Perché noi donne siamo come i bambini quando chiedono un cane ai propri genitori, ti faranno ogni sorta di promessa, dall’essere uno studente modello, all’occuparsi del povero animale per tutta la sua vita, pur di essere accontentato.

Noi donne siamo così con la palestra, promettiamo mari e monti, ma sappiamo già che si tratteranno di soldi buttati. Nel mio caso, non mi iscrivo mai in palestra, appartengo alla categoria pigre croniche, non che non ne abbia bisogno, ma almeno evito di mentirmi su quello, già lo faccio per molte cose.

Ma sto divagando come al solito, dicevo, non vi faccio alcun tipo di promessa, se non quella di tentare, almeno questa volta, di far vivere questo blog un po’ più a lungo. Giuro che non sto incrociando le dita. Ora vado a dormire, son troppo stanca per iniziare a farvi sbirciare un po’ nella mia vita. Sciau sciau.

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